Per viaggiare senza barriere, sette percorsi turistici del Salento in codice braille

Per il progetto N.O. Barrier, la Provincia di Lecce traduce in codice braille sette percorsi turistici. Lunedì 14 dicembre la presentazione a palazzo Adorno del persorso progettuale che vede in partner la Provincia di Lecce e quella di Bari.

Rendere il Salento un territorio accessibile a tutti, perché ognuno possa godere delle bellezze, dei suoni e dei sapori del territorio, ormai sempre più affollato di turisti e visitatori.

Con questi obiettivi è nato il progetto che verrà lunedì prossimo a palazzo Adorno.  Sarà reso noto, infatti, il nuovo importante step del progetto “N.O. Barrier” (Nuovo Obiettivo: turismo senza barriere”), finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione Territoriale Europea “Grecia-Italia 2007-2013”, che vede insieme la Provincia di Bari (leader partner), la Provincia di Lecce, il Comune di Bari, l’Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali (Ipres), l’Università degli Studi di Bari (Cirpas), il Comune di Nardò, la Regione della Grecia Occidentale e la Regione greca delle Isole Ioniche.
 
A spiegare l’anima del progetto, oltre che i dati più tecnici, ci saranno Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce, Carmelo Calamia, dirigente del Servizio Politiche comunitarie e Sviluppo locale, Diomede Stabile, consulente della Provincia per il progetto, Alessandro Napoli, della 3T Service ed un rappresentante della Asl di Lecce. 
 
Il progetto europeo “N.O. Barrier” è giunto ad un importante e decisivo momento di attuazione. Sono stati, infatti,  realizzati 7 itinerari turistici (5 in provincia di Lecce e 2 in provincia di Brindisi) con l’aiuto di specialisti, che hanno verificato l’effettiva percorribilità e fruibilità di luoghi di interesse artistico e culturale del territorio da parte anche da parte di chi non vede, ma vuole “sentire” le bellezze della natura.
 
Da parte sua l’Ente di palazzo dei Celestini ha provveduto alla stampa in codice braille per non vedenti di tutti e 7 i percorsi, curati sia in lingua italiana che inglese. Una bella iniziativa a favore di chi deve convivere ogni giorno con la propria disabilità e spesso deve fare i conti con barriere culturali e architettoniche poco consone ad una società che vuole essere civile e solidale.



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