Anche Giuseppe Bruno ha confermato gli episodi, escludendo la responsabilità dell'azienda. Invece, Pietro Bonetti e Monica Franchini si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
In alcuni episodi contestati dalla Procura si profila l’ipotesi che le pratiche lavorate dalla Genovasi fossero false, e dunque che il paziente fosse ignaro dell’intero iter amministrativo.
Carmen Genovasi, come emerso nell'ordinanza del gip Gallo, risulterebbe beneficiaria non solo di dazioni di denaro, ma anche di altre tipologie di utilità.
Il sostituto procuratore Paola Guglielmi sta indagando sul caso di una 40enne di Monteroni, finita in coma, dopo avere scoperto di avere una grave infezione alle vie urinarie ed ai reni.
Sono finiti ai domiciliari: l'imprenditore Pietro Bonetti, 71anni, e Monica Franchini, 49 anni, entrambi di Lecce, rappresentante di protesi di un'altra azienda.
Carmen Genovasi, 46 anni di San Pietro in Lama e Giuseppe Bruno, 57enne di Galatina, potranno fornire la propria versione dei fatti o avvalersi della facoltà di non rispondere.