Ricordiamo che dopo la sentenza di secondo grado vi sono state una serie di polemiche con l’intervento di Briatore, titolare all’epoca dei fatti, del marchio Twiga, ed è arrivata anche la nota “chiarificatrice” della Procura.
La Corte d’assise d’appello di Lecce ha assolto gli imputati dal reato di riduzione in schiavitù, dichiarando prescritto il reato di associazione a delinquere e condannandoli per estorsione.
Il sindaco di Ruffano, per il quale la Procura ha chiesto la misura cautelare del carcere, ha depositato una memoria difensiva, attraverso i propri legali.
I particolari emergono dall’ordinanza del gip, con cui, sono stati eseguiti ben 87 arresti. Intanto, sono iniziati mercoledì gli interrogatori degli indagati finiti in carcere.
I giudici della seconda sezione collegiale hanno rigettato il rilevo di illegittimità costituzionale della Procura, sulla norma che abroga il reato di abuso d’ufficio.
La cerimonia è stata aperta dal presidente della Corte d’Appello, Roberto Maria Carrelli Palombi di Montrone. Si è tenuto, tra gli altri interventi, quello del procuratore generale facente funzioni, Giovanni Gagliotta.